Pillola del giorno dopo: di cosa si tratta

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pillola del giorno dopo

La pillola del giorno dopo è un contraccettivo d’emergenza. Un farmaco che serve per evitare una gravidanza indesiderata quando si pensa che il proprio contraccettivo abbia fallito.

La pillola del giorno dopo agisce spostando l’ovulazione in avanti di qualche giorno in modo da evitare l’incontro tra ovulo e spermatozoi.

Benché sia l’espressione comunemente usata, “pillola del giorno dopo” è considerata fuorviante perché fa pensare che ci sia tempo per assumerla.

In realtà la “pillola del giorno dopo” è un farmaco che è tanto più efficace, quanto prima la si assume e c’è chi infatti vorrebbe chiamarla “la pillola del prima possibile”.

Esistono due tipi di “pillola del giorno dopo”

– la “pillola del giorno dopo più efficace” che è nota anche come “pillola dei cinque giorni dopo”; ma anche con il suo nome commerciale di “ellaOne”.

La “pillola del giorno dopo più efficace” è un contraccettivo a base di ulipristal acetato. Si tratta di un farmaco SOP, ovvero senza obbligo di prescrizione per le donne maggiorenni; cioè si può acquistare in farmacia o parafarmacia senza ricetta o prescrizione.
La  “pillola del giorno dopo più efficace” E’ IN GRADO DI spostare l’ovulazione anche quando il processo che porta all’ovulazione è già iniziato.

– la “pillola del giorno dopo tradizionale” a base di levonorgestrel che è nota con il nome commerciale di “Norlevo”. La “pillola del giorno dopo tradizionale” NON è in grado di agire se il processo che porta all’ovulazione è già iniziato. 
Può agire fino a 3 giorni dopo il rapporto che ne ha causato l’assunzione.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) avverte:

La pillola del giorno dopo più efficace è efficace al 98%; mentre la pillola del giorno dopo tradizionale ha un efficacia che oscilla tra il 52% e il 94%. Pertanto se ne raccomanda l’uso solo per le pazienti che abbiamo un’intolleranza all’ulipristal acetato o che siano in allattamento.

Quando si usa la pillola del giorno dopo:

Ad esempio quando:

  • non è stato usato alcun contraccettivo.
  • è stato usato il coito interrotto – perché alcune gocce di liquido seminale potrebbero essere comunque fuoriuscite ed essere in grado di fecondare l’ovulo
  • il preservativo si è rotto o si è sfilato
  • ci si è scordati di assumere una o più pillole
  • si è applicato il cerotto o si è inserito l’anello con ritardo
  • sono stati assunti dei farmaci che possono interagire con i contraccettivi ormonali
  • si è in una condizione fisica o patologica che non è compatibile con la pillola o con gli altri contraccettivi ormonali, ad esempio si sono verificati episodi di vomito o diarrea nelle ore successive all’assunzione della pillola o si soffre di patologie da malassorbimento.

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Ultimo aggiornamento 4 febbraio 2019